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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano
Introduzione di nuove figure professionali
Spesso gli imprenditori delle piccole e medie imprese credono che assumendo una persona di talento o un professionista che ha già dimostrato ampiamente di saper ricoprire un determinato ruolo, possa essere lasciato a se stesso a risolvere problemi di sovraccarico o comunque di grande responsabilità . Questo atteggiamento fa comprendere quanto sia scarsa l’attenzione verso le persone che per quell’azienda lavorano.
Coloro che hanno una maggiore autonomia, quindi maggiore esperienza, paradossalmente, hanno bisogno di essere maggiormente seguiti nella fase di ingresso nella nuova realtà aziendale. Facendo un altro paragone automobilistico, è come se avessimo di fronte una strada perennemente intasata dal traffico. Per risolvere il problema del traffico decidiamo di costruire una corsia in più. ma ciò necessita di lavori spesso gravosi che impegneranno un tempo a volte anche lungo. Ma sarà l’unico modo per ottenere un traffico più scorrevole.
da admin
Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano
Assenza di delega
Chi è a capo di un’impresa, spesso, crede di essere l’autista di un bus: l’unico a conoscere la strada giusta per arrivare alla meta. Spesso l’imprenditore crede di delegare mettendosi frettolosamente al fianco di un altro autista che gli sta dando il cambio: darebbe continue istruzioni sulla strada, sui comandi del mezzo. La delega del fattorino. L’imprenditore non si rende conto che per delegare veramente qualcuno alla giuda di un mezzo (l’azienda) deve prima chiarire dove si vuole arrivare, fornendo tutti gli strumenti di gestione e operativi necessari.
da admin
Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano
Assenza di pianificazione
L’imprenditore italiano è ossessionato dal controllo di tutte le attività che si svolgono nella sua impresa. Il delirio di onnipotenza che ogni giorno lo assale lo porta ad occuparsi in prima persona di tutti i settori aziendali: amministrativo, produzione, logistica, commerciale, marketing e ufficio tecnico laddove esistano. Il discorso della delega è un caso a parte che vedremo nei prossimi giorni. Un’azienda mediamente strutturata ha una linea intermedia: i responsabili di settore. Pianificare con essi le attività , pianificando riunioni periodiche di gruppo e per singola persona consentirebbe di non lavorare in regime di crisi e di gestire le cose prima che si trasformino in problemi. Perché invece accade quasi sempre il contrario? Ma soprattutto, perché si esce dalle riunioni con le idee più confuse di prima?
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