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Visioni

ASAL: strategie e strumenti per costruire il futuro dell’allestimento.

Si è recentemente svolto l’ASAL meeting, l’appuntamento annuale riservato ai soci di ASAL Assoallestimenti, l’Associazione di FederlegnoArredo che riunisce le aziende che si occupano dell’allestimento e della fornitura di beni e servizi nelle fiere e nelle mostre. L’incontro, che ha voluto fare il punto sull’anno che si avvia alla conclusione e particolarmente delicato sul piano finanziario, ha proposto un momento di riflessione e di dibattito sulle strategie e sugli strumenti che permetteranno di rimanere competitivi all’interno di questo scenario, offrendo al contempo spunti e strategie per costruire il prossimo futuro.

“Da costo a prezzo o da prezzo a costo? Strategie e strumenti per sopravvivere oggi e costruire il futuro” è stato il titolo del dibattito al quale hanno partecipato Andrea Panizza, revisore contabile e partner dello Studio Impresa e Massimo Solbiati, Partner della società Dimensione Controllo-Soluzioni di Management di Milano.

Il ruolo del sistema di pianificazione e controllo è stato al centro dell’intervento di Andrea Panizza, che ha illustrato le metodologie, anche informatiche, più adeguate per gestire con successo questo complesso di attività, partendo dal controllo della commessa e arrivando al ruolo fondamentale che il budget riveste nell’intera architettura del sistema di controllo e di gestione aziendale, focalizzando l’attenzione sull’importanza degli obiettivi di budget a partire dai quali possono essere effettuate le analisi degli scostamenti rispetto ai valori consuntivi, realizzando nuove previsioni in corso d’anno.

L’ipercompetizione e la complessità gestionale con il conseguente impatto sui costi, le modifiche necessarie nel calcolo dei costi e il target cost e il target price contrapposto al cost plus pricing sono stati gli elementi illustrati nella presentazione di Massimo Solbiati. Sono state così individuate le strategie per affrontare i mutati scenari economici in modo funzionale a una rinnovata ripresa dei consumi attraverso nuove opportunità di business e di mercati, investimenti in ricerca e innovazione e un’offerta sempre diversa finalizzata a una differenziazione di prodotto.

via ASAL

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gen  10
20
alle 11:41
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Assenza di incentivi
Molto spesso l’imprenditore della piccola e media impresa crede che fornire incentivi (di natura economica o sotto forma di benefits o altro ancora) rappresenti un danno più che un vantaggio. Gli incentivi, ben progettati nei modi e nei tempi, hanno bisogno di un terreno fertile rappresentato dall’adozione di buone pratiche (vedi post precedenti). Se si vuole ottenere di più è necessario stimolare di più.

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ott  09
8
alle 08:14
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Lo spaccatore di pietre
Spesso, per gelosia, l’imprenditore tende a non divulgare delle informazioni che costituiscono, al contrario, un patrimonio che condiviso, aumenterebbe qualitativamente i risultati che ogni collaboratore. Ciò trasforma i collaboratori in trottole che girano vorticosamente senza sapere da che parte stanno andando e dovrebbe far sorgere all’imprenditore una domanda (che evidentemente non sorge): i miei collaboratori sanno per quale motivo stanno spaccando pietre?

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ott  09
7
alle 08:12
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Introduzione di nuove figure professionali
Spesso gli imprenditori delle piccole e medie imprese credono che assumendo una persona di talento o un professionista che ha già dimostrato ampiamente di saper ricoprire un determinato ruolo, possa essere lasciato a se stesso a risolvere problemi di sovraccarico o comunque di grande responsabilità. Questo atteggiamento fa comprendere quanto sia scarsa l’attenzione verso le persone che per quell’azienda lavorano.

Coloro che hanno una maggiore autonomia, quindi maggiore esperienza, paradossalmente, hanno bisogno di essere maggiormente seguiti nella fase di ingresso nella nuova realtà aziendale. Facendo un altro paragone automobilistico, è come se avessimo di fronte una strada perennemente intasata dal traffico. Per risolvere il problema del traffico decidiamo di costruire una corsia in più. ma ciò necessita di lavori spesso gravosi che impegneranno un tempo a volte anche lungo. Ma sarà l’unico modo per ottenere un traffico più scorrevole.

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ott  09
6
alle 08:08
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Assenza di delega
Chi è a capo di un’impresa, spesso, crede di essere l’autista di un bus: l’unico a conoscere la strada giusta per arrivare alla meta. Spesso l’imprenditore crede di delegare mettendosi frettolosamente al fianco di un altro autista che gli sta dando il cambio: darebbe continue istruzioni sulla strada, sui comandi del mezzo. La delega del fattorino. L’imprenditore non si rende conto che per delegare veramente qualcuno alla giuda di un mezzo (l’azienda) deve prima chiarire dove si vuole arrivare, fornendo tutti gli strumenti di gestione e operativi necessari.

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ott  09
5
alle 08:04
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Assenza di ascolto
Spesso, nelle riunioni aziendali, da parte di colui che le presiede (nelle piccole e medie imprese questa figura coincide spesso con ilo titolare) si assiste ad un soliloquio che fa capire come tutto, in fondo, sia stato già deciso senza la possibilità di un serio confronto. Queste riunioni si traducono in una semplice consegna di ordini e ciò fa percepire il tempo dedicato a quell’incontro come uno spreco (è il motivo per cui molti affermano che le riunioni in azienda non servono a nulla). Per migliorare il rapporto con i dipendenti sarebbe invece necessario un piccolo sforzo (facile a dirsi ma non a farsi) per ottenere e stimolare la partecipazione, ascoltare ciò i collaboratori hanno da dire riguardo le attività che si svolgono in azienda. Questa semplice prassi permetterebbe, a costo zero, il raggiungimento di numerosi obiettivi: miglioramento del clima aziendale, maggiore spirito di appartenenza, maggior senso di responsabilità, maggiore produttivi. Di questi tempi vi pare poco?

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ott  09
2
alle 10:00
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Assenza di gratificazione
Se l’imprenditore desidera far migliorare un suo collaboratore, più che fargli notare i propri difetti dovrebbe mettere in evidenza i propri pregi. Le persone sono più motivate a modificare il proprio atteggiamento o la propria attitudine negativa se sappiamo mettere in risalto prima i pregi e poi i difetti. Si tratta di un metodo che non solo gli imprenditori non riescono ad applicare poiché necessita di passione e dedizione per le persone, ed obbliga a ragionare, cosa che prende molto più tempo del semplice rimprovero.

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ott  09
1
alle 02:00
da admin

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Gli 11 peccati capitali dell’imprenditore italiano

Assenza di pianificazione
L’imprenditore italiano è ossessionato dal controllo di tutte le attività che si svolgono nella sua impresa. Il delirio di onnipotenza che ogni giorno lo assale lo porta ad occuparsi in prima persona di tutti i settori aziendali: amministrativo, produzione, logistica, commerciale, marketing e ufficio tecnico laddove esistano. Il discorso della delega è un caso a parte che vedremo nei prossimi giorni. Un’azienda mediamente strutturata ha una linea intermedia: i responsabili di settore. Pianificare con essi le attività, pianificando riunioni periodiche di gruppo e per singola persona consentirebbe di non lavorare in regime di crisi e di gestire le cose prima che si trasformino in problemi. Perché invece accade quasi sempre il contrario? Ma soprattutto, perché si esce dalle riunioni con le idee più confuse di prima?

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set  09
30
alle 08:00
da admin