Fiere ed economia

Al via il tavolo tra Governo, Regioni e associazioni di settore per coordinare le politiche fieristiche.

Nasce un tavolo permanente di coordinamento delle attività fieristiche in Italia e all’estero, fra Governo, con il ministero dello Sviluppo economico, Regioni e organizzazioni del settore (AEFI, CFI-Confindustria, CFT-Confcommercio). La proposta avanzata da Duccio Campagnoli, coordinatore delle Regioni per le fiere e assessore alle attività produttive della Regione Emilia-Romagna, è stata accolta dal vice ministro allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, nel corso della presentazione del calendario 2010 delle fiere internazionali in Italia, svoltasi a Roma il 18 dicembre scorso.

Urso ha sottolineato come “sia importante concentrare le risorse pubbliche e agire congiuntamente come Sistema Italia nei confronti dei partner esteri. Questa è la direttiva di marcia del governo Berlusconi e la presentazione organica del calendario fieristico internazionale del 2010 dimostra che è necessario programmare per tempo le attività promozionali in Italia e all’estero. Anche l’accordo di settore che il Ministero rinnoverà col sistema fieristico, d’intesa col coordinamento regionale, si concentrerà su una razionalizzazione dei costi per raggiungere il miglior risultato possibile.”

“Questa intesa per l’insediamento del Comitato di coordinamento, che sarà ratificata dalla Conferenza Stato-Regioni – spiega Campagnoli – è molto importante perché dovrà finalmente affrontare i temi di una politica fieristica nazionale coordinata tra Stato e Regioni, che è sin qui mancata. Occorrono invece indirizzi per superare la competizione a volte esasperata e improduttiva tra le diverse realtà fieristiche. Il tavolo di coordinamento dovrà condividere strumenti e scelte efficaci per far divenire il sistema fieristico italiano, ben più di oggi, una vera piattaforma unitaria di promozione per il Made in Italy.”

Crescono le fiere internazionali in Italia
Alla presentazione cui ha preso parte Raffaele Cercola, presidente AEFI (Associazione Esposizioni e Fiere Italiane), sono stati citati i numeri principali del settore fieristico italiano: 210 le manifestazioni internazionali previste nel 2010, con un incremento del 5% rispetto al 2009, distribuite in tutte le re-gioni e dedicate a 28 settori merceologici. La media annuale degli espositori è
di 110mila, di cui oltre il 27% dall’estero, e 13 milioni sono i visitatori, di cui l’8% dall’estero. Nonostante la crisi del 2009, infatti, le fiere italiane hanno dimostrato una buona capacità di tenuta, rivelandosi centrali per favorire il processo d’internazionalizzazione delle imprese e delle principali filiere produttive del paese. Anche negli anni più recenti il trend delle fiere italiane si è mantenuto superiore rispetto ai principali competitori europei, senza mettere in secondo piano la necessità, accelerata dalla crisi, di misurarsi con cambiamenti da affrontare nel settore fieristico: specializzazione, qualificazione, internazionalizzazione, integrazione delle società fieristiche.

Il Coordinamento delle Regioni ha sostenuto la massima interazione delle politiche regionali e nazionali a favore della competitività del sistema fieristico che ha risentito della maggiore liberalizzazione richiesta dall’UE e dalla modernizzazione e trasformazione degli Enti in società per azioni in grado di competere sui mercati internazionali. Per dimensione e capacità d’attrazione, il sistema fieristico italiano è secondo in Europa dopo la Germania, e quarto a livello mondiale. Centrali risultano le politiche di qualificazione anche attraverso nuove infrastrutturazioni e servizi per l’utenza e i processi di certificazione e internazionalizzazione.

Fonte: Pianeta srl

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feb  10
1
alle 06:21
da admin


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