Cosmoprof e Vinitaly: impressioni a caldo (4a parte)
Un riassunto delle impressioni. Il Veneto, con l’area allestita di maggiori dimensioni, ha affermato il predominio territoriale giocando in casa e conferma la sua tradizione di regione produttrice di grandi vini. La Lombardia ha affermato la prepotenza degli investimenti che la Regione può mettere in campo per sostenere il comparto a livello locale; la comunicazione ed il connubio tra vino e turismo sono stati elementi distintivi della presenza che non ho ritrovato in modo così forte nelle altre regioni. La Sicilia, potenzialmente molto interessante e attiva, sia come quantità di espositori che come crescente qualità della produzione, ha commesseo l’errore di non credere fino in fondo alla manifestazione; la mattina del lunedì non era più disponibile alcun materiale informtivo presso il desk della reception. Il Lazio, una regione che negli ultimi anni ha curato particolarmente la produzione arrivando a punte di eccellenza inimmaginabili fino a poco tempo fa, afferma una presenza di piccoli produttori che non investono in immagine e comunicazione. Oltre ad un banco degustazione e ad una piccola area ristorante, la presenza era dimessa e non particolarmente convinta. L’Emilia Romagna, regione di vini noti ma che sono ancora snobbati dagli intenditori (vedi Lambrusco, Albana, Trebbiano, Sangiovese, Bonarda) si è distinta per il calore dei suoi produttori verso i visitatori. Il Trentino ha dato la dimostrazione della ricchezza delle proprie aziende contraddistinguendosi per il fatto che ogni cantina aveva il proprio stand originale.
Ciò che mi ha deluso è stato l’allestimento dei ristoranti regionali: un tendone caldo e afoso non ti permette di assaggiare adeguatamente vini e cibi sicuremante di qualità . Credo che la fiera di Verona cominci ad essere piccola o quanto meno poco adeguata per una manifestazione così importante. Rischiamo di perdere la partita con i francesi ed i tedeschi, almeno in questo campo. Inoltre, pochi i servizi per il visitatore: pochi bagni, pochi centri di ristoro e di bassa qualità (molto meglio Bologna per questa voce, a parità di importanza della manifestazione), immagine della manifestazione poco presente all’interno del quartiere fieristico.
Sol non posso commentarlo in quanto all’ora del mio ingresso nel padiglione (pardon, nel tendone) erano andati via tutti.
da admin
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