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Cosmoprof e Vinitaly: impressioni a caldo (2a parte)

Cosmoprof 2009: alcuni difetti organizzativi. Si percepisce chiaramente lo status di fiera di riferimento, quasi di monopolio a livello mondiale della kermesse bolognese, una delle più ricche di marca italiana, che può permettersi una versione cinese. Evidentemente (mancavo dal Cosmoprof da moltissimi anni) ciò porta ad alcune leggerezze: assoluta mancanza di infopoint (ho ancora negli occhi, al contrario, la profusione di infopoint al BAU di Monaco di Baviera), solo alcune ragazze con cappellino rosa a distribuire, fuori della fiera ed accanto ad un’Ape Piaggio, sempre rosa) una piantina ed un piccolo catalogo. Inoltre, sarebbe stato apprezzabile un servizio navetta gratuito dalla Stazione centrale di Bologna, come è possibile trovare al Vinitaly.

Tornando allo status di fiera di riferimento, il Cosmoprof rimane una fiera vetrina, un prodotto uguale a se stesso negli anni, che non evolve con l’evolvere delle esigenze delle imprese in relazione alle partecipazioni fieristiche. Tramite i colloqui che ho potuto avere sono emersi alcuni punti interessanti: a) al Cosmoprof bisogna esserci, anche se i contratti stipulati in quella sede non possono essere particolarmente significativi; b) oltre al Cosmoprof, la scelta di partecipazione in altre fiere di settore vede una battaglia tra Wellness di Milano e Bené di Vicenza, mentre alcuni partecipano anche a Roma e Parigi; c) che i costi di partecipazione al Cosmoprof sono particolarmente esosi (sopra i 300 euro/mq per l’area nuda, con una scontistica che parte nella parte finale di raccolta delle adesioni) e che le fiere devono spingere l’acceleratore sul discorso b2b, sul matching, sulla chiusura di contratti in fiera.

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apr  09
9
alle 07:43
da admin


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