Expo 2015

Milano e la trasformazione urbana per l’Expo 2015

Riprendiamo il filo del discorso iniziato ieri per cercare di capire meglio a quali trasformazioni urbane andrà incontro Milano con l’assegnazione dell’Expo 2105.
L’elenco della opere da realizzare – alcune delle quali già cantierizzate – è veramente ampio ed a leggerlo appare straordinariamente ambizioso, tanto da sollevare qualche dubbio, vista l’inveterata abitudine italiana di non completare nei tempi previsti le opere pubbliche (a tal riguardo è interessante un articolo a firma di Maurizio Salvato apparso ieri sul Corriere della Sera), sull’effettiva loro realizzazione.
Oltre alla nuova Fiera in zona Rho-Pero di Fuksas, alla rinnovata veste della Scala per opera di Mario Botta ed all’ormai approvato rinnovo dell’area della vecchia Fiera in pieno centro cittadino al posto della quale verrà edificato il progetto City Life, comprensivo di nuove “torri” ad opera di Hadid, Isozaki e Libeskind), sono previsti:

il progetto Portello, in un’area dismessa dall’Alfa Romeo, che ospiterà un grande parco urbano ed edifici a funzione residenziale, commerciale e di servizio;
il World Jewellery Center, che concentrerà l’eccellenza dell’industria della gioielleria italiana in un sito prestigioso sempre in zona Portello;
la Biblioteca Europea di Informazione e Cultura, nell’area dello scalo dismesso delle FS di Porta Vittoria;
la nuova sede della regione Lombardia, situata vicino alla stazione Garibaldi (il cosidetto “Pirellone 2″, una torre di 160 metri);
la Città della moda, situata anch’essa nella zona Garibaldi-Repubblica;
il distretto culturale Bicocca, dove avrà sede la cittadella della cultura e del cinema ed il Polo tecnologico della Bovisa con la nuova sede del Politecnico.

E queste sono solo alcune delle opere di un programma assai più vasto che se veramente realizzato (non dubito che non lo sia, ma sollevo qualche ragionevole dubbio di un effettivo completamento per il 2015) porrebbe Milano tra le città più interessanti al mondo, architettonicamente ed urbanisticamente parlando.
Tra gli architetti coinvolti, oltre quelli citati prima, spiccano i nomi di Renzo Piano, Norman Foster e Ming Pei.
Ma non finisce qui… ne riparliamo lunedì.

Ma “stay tuned”, perché alle 17 parliamo di Vinitaly e Velenitaly…

L’immagine è tratta da Corriere.it

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apr  08
4
alle 09:17
da admin


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