Eventi: gare e remunerazione, le proposte emerse al BEA in Tour
Ufficio acquisti, rimborsi spese, definizione del budget, riconoscimento della creatività: il tema spinoso delle gare è stato al centro della seconda tavola rotonda del Bea in Tour a Roma, lo scorso 9 luglio (è passato un mese, il post era rimasto nel dimenticatoio ma è sempre attuale) al quale hanno partecipato Salvatore Sagone, presidente di Adc, Alessandra Bianchini, direttore commercial communication Wind Telecomunicazioni e Paolo Bozzano, marketing communication manager Nissan, dalla parte delle aziende e Alberto Cassone, partner Alphaomega e Simone Merico, ceo K-events, dalla parte delle agenzie.
Per bocca delle aziende presenti, la gara è stata confermata come unico meccanismo di selezione. È la questione budget, però, che ha monopolizzato, almeno inizialmente, la discussione.
Se Wind ha dichiarato di non rendere mai noto il budget, ma solo leindicazioni di massima su location e numero di partecipanti all’evento, Alphaomega ha risposto che “l’agenzia deve essere giudicata per la sua capacità di elaborare un progetto in relazione a un budget preciso.”
Dal budget alla remunerazione, il discorso si è spostato sulla creatività e sulla valutazione della stessa da parte delle aziende.
Ovvio il riferimento all’ufficio acquisti, che spesso ha l’ultima parola ed è chiamato a giudicare le agenzie sulla base di parametri economici, trascurando le componenti di ideazione e innovazione insite negli eventi. Esigenza delle agenzie è, invece, quella di diffondere la cultura dell’evento, facendo passare l’idea che un progetto non è solo un’execution, ma ha in sé un alto valore aggiunto di creatività e consulenza.
Merico (K-events) ha, infine, elencato i requisiti che la Consulta ha messo ‘nero su bianco’ per la partecipazione alle gare:
- budget: l’azienda deve indicare il budget di riferimento, pena il rischio di riadattare in un secondo momento il progetto, a scapito del valore creativo dello stesso;
- timing: l’azienda deve concedere all’agenzia tempi adeguati per la presentazione dei progetti;
- numero agenzie: l’azienda deve limitare il numero di agenzie in gara. L’ideale sarebbero tre strutture. Un numero minore di agenzie garantiscono un’analisi più dettagliata dei progetti da parte dell’azienda;
- rimborso spese: l’azienda deve garantire un rimborso spese, anche un ‘gettone di presenza’ simbolico per le agenzie che perdono una gara.
Su quest’ultimo punto, in particolare, Merico ha aggiunto che sarebbe buona prassi che le aziende prevedessero anche una remunerazione sulle gare annullate e sugli eventi non realizzati. Idea giudicata “idealmente corretta” da Bozzano (Nissan), ma praticamente irrealizzabile per le aziende, che non potrebbero giustificare un’uscita relativa a un progetto non implementato.
via e20express.
da admin
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