Fiere ed economia

Preoccupazione per il moltipliarsi degli eventi fieristici

Si è chiusa da pochi giorni VicenzaOro Autumn ma la Federazione Orafi di Confartigianato, per bocca del presidente nazionale Bigazzi, esprime preoccupazione a proposito della decisione della Fiera di Vicenza di promuovere nuovi eventi destinati al settore orafo nei mesi di marzo e novembre, oltre a quelli già in programma.
La Federazione Orafi chiede una razionalizzazione dell’offerta fieristica di settore, con accordi strategici tra gli Enti fieristici e una maggiore sinergia e collaborazione tra i distretti produttivi.

“Per il rilancio del settore – dichiara Andrea Boldi, presidente della Federazione – sarebbe opportuna una maggiore concertazione tra tutti gli attori del made in Italy orafo, operatori, enti fiera, associazioni e istituzioni, per giungere a soluzioni condivise ed aggreganti.
Purtroppo ci troviamo invece di fronte all’autoreferenzialità di alcuni poli fieristici che finiscono sempre più spesso per compiere scelte volte più al perseguimento del proprio tornaconto che alla tutela dei reali interessi del settore orafo, guardando alle aziende come fonte di guadagno e non come realtà da promuovere.
Occorre infine giungere al più presto alla definizione di una strategia di ampio respiro che sappia valorizzare le specificità della Fiera di Arezzo rilanciandone il ruolo nel contesto delle manifestazioni fieristiche di settore anche attraverso il coordinamento con altri poli fieristici italiani e internazionali”.

Come per il settore turistico, anche quello orafo sembra risentire di una problematica evidentemente alquanto diffusa.
Voi che ne pensate?

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ott  07
4
alle 01:39
da admin

Ultimo commento:

di il 01/1/70

Daniela, grazie per la visita.
Il tema in questione è complesso e variegato. In Italia scontiamo...


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2 Commenti to “Preoccupazione per il moltipliarsi degli eventi fieristici”

  1. Daniela Figini dice:

    sono pienamente concorde sul fatto che alcuni settori andrebbero razionalizzati con l’aiuto soprattutto degli Enti Fieristi che, è ovvio, guardano prima al loro tornaconto. Prendiamo per esempio il settore elettrico. negli ultimi anni c’e’ stata un’invasione di campo di fiere, fierette, work-shop, etc. che hanno inflazionato il mercato a discapito di espositori, visitatori ed organizzatori.

  2. Anonimo dice:

    Daniela, grazie per la visita.
    Il tema in questione è complesso e variegato. In Italia scontiamo le conseguenze di una visione provinciale dell’evento fieristico e dell’avere a tutti i costi un centro espositivo nel proprio territorio (ad esempio Viterbo ha individuato un’area per l’edificazione di un quartiere fieristico che dovrebbe competere con Roma, almeno nelle dimensioni), nonché di un’errata programmazione degli eventi che spesso, nell’ambito dello stesso comparto merceologico, si accavallano annullandosi a vicenda, anche se a sentire gli organizzatori, sono sempre grandi successi.
    Se ne parla anche su ExpoTv (http://expo-tv.blogspot.com), la mia net tv dedicata alle fiere (potrebbe essere interessante una sinergia con voi in tal senso) nel corso dell’intervista con Sabre.
    Ciao.
    Fabrizio

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