Interior design
Ultimamente mi sto dedicando anche ad altre cose, oltre al mio lavoro nel campo delle fiere, con cose più vicine ai miei trascorsi accademici. Pochi giorni fa ho ricevuto l’incarico per il restyling di un appartamento nel centro storico di Roma, un lavoro che sognavo da anni di fare.
Esiste infatti una profonda differenza tra la progettazione di uno spazio temporaneo quale è uno stand, ed uno destinato a durare nel tempo, quale è un’abitazione.
Nello stand si seguono canoni progettuali diversi, anche se spesso si tende a farli assomigliare a dei luoghi destinati all’abitare per caricarli di significati più aderenti al vissuto quotidiano. Ma tendenzialmente si tende a sperimentare di più, ad utilizzare materiali che difficilmente troverebbero spazio in un’abitazione, mentre l’impiantistica è meno invasiva e spesso non hai un soffitto con il quale confrontarti.
Lo stand lo tratti (almeno io faccio così) come un progetto grafico: per me è un’impaginazione grafica a tre dimensioni, quella che cataloghiamo come progetto delle “grandi immagini”, dove il “grande” è appunto riferito alla dimensione fisica. Un’immagine che deve vissuta dai suoi abitanti per non più di 3 o 4 giorni consecutivi.
Un appartemento, al contrario, lo devi vivere così come è, per anni. L’importanza degli spazi divisi per funzioni d’uso è preminente – anche se può essere particolarmente fluida – e l’impiantistica svolge un ruolo predominante fino ad influenzare l’intero progetto (ad esempio, progettare una luce diretta o luce diffusa determina impianti diversi e scelte estetiche diverse, così come l’impianto di climatizzazione o quello audio/video).
Come al solito, quando si deve affrontare un nuovo lavoro, ci si sente come quando a scuola, con il foglio bianco davanti, ci si chiedeva come e da dove iniziare il componimento.
L’aver scritto queste note mi fa venire in mente che potrei dare un po’ di spazio, tempo permettendo, agli aspetti progettuali della standistica. Vedremo.
Naturalmente cercherò di fare delle foto e di mostrarle in questo blog, quando il lavoro sarà finito e credo che ci vorranno un bel po’ di mesi.
da admin
Ultimo commento:
di il 01/1/70
Diciamo che se tu hai una pedana, q...
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novembre 16th, 2007 at 13:16
sto per diventare un interior designer.. tra pochi mesi e mi laureo. per la mia tesi mi sto occupando di uno spazio per l’arte contemporanea
non permanente. Molte volte mi trovo davanti a quei tremila schizzi progettuali,
tantissime idee che però non so come tenere
sotto il punto di vista statico. Come posso fare?
ho per esempio una grande pedana che poggia sulla sabbia e che regge tutta la mia mostra..
come devo fare la mia struttura portante??
Francesca
novembre 16th, 2007 at 17:16
Darti una risposta così, senza vedere nulla non è semplice.
Diciamo che se tu hai una pedana, questa principalmente poggerà su una pavimentazione stabile e la sabbia può essere letteralmente buttata sopra fino a ricoprire l’intera pedana in modo che la gente cammini sulla sabbia.
Altrimenti potresti creare un percorso di pedane in legno poggiate sulla sabbia e comunque ancorate tra di loro per renderle minimamente stabili.
Spero di aver compreso bene la questione.
Ciao.