Fiere, un’abitudine?
Riprendo uno spunto di discussione all’interno del forum di Neurona, proposto da un membro che definisce la partecipazione ad una fiera come una abitudine alla quale le aziende non riescono a sottrarsi.
“Sono personalmente dell’idea che la fiera sia un ottimo mezzo di comunicazione per conoscersi, farsi conoscere e, perché no, per prendere spunto per nuove iniziative.
Spesso però il concetto fiera viene snaturato diventando un icona quasi obbligatoria per non rischiare di essere sormontati dalla concorrenza.
In sostanza la fiera può essere sfruttata appieno laddove una realtà possa offrire una novità da presentare sul mercato… se un’azienda non ha qualcosa di nuovo da offrire allora è meglio investire nel settore marketing, produttivo o commerciale…”
La mia risposta.
Premesso che vanno fatte le opportune distinzioni tra categorie di fiere e settori merceologici e che non esiste un’unica verità , ma se ci limitiamo all’evento b2b, oggi la una sfida si gioca sul target. Questa sfida deve essere raccolta dagli organizzatori e dagli espositori.
Non è vero che se un’azienda non ha un prodotto nuovo da presentare non serve che vada in fiera.
Oggi le aziende decidono di disertare una manifestazione non perché non abbiano novità da presentare, ma perché il target degli eventi è confuso e la calendarizzazione fuori controllo.
Se sei un produttore di vini, al Vinexpo di Bordeaux o al nostrano Vinitaly ci devi andare tutti gli anni, dando per scontato che non avrai sempre un vino diverso la presentare.
Se salti delle edizioni, lanci un segnale negativo al tuo mercato di riferimento.
E poi le fiere sono uno strumento di marketing e commerciale.
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da admin
Ultimo commento:
di silvia il 01/1/70
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dicembre 7th, 2007 at 22:44
non ho letto il dibattito su Neurona, ma sono della opinione che le fiere “tradizionali” perdono sempre di più il valore.
Una volta, senza internet e con i costi telefono e/o altri mezzi di communicazione alti e tempi lunghissimi, le fiere erano i luoghi dove si scoprivano davvero le novità che non era possibile vedere altrove. Oggi, questa “componente” sorpresa diminuisce drasticamente. Per esempio le classiche fiere trade ( no pubblico) ormai vedo più come un luogo di incontro per fare una chiachierata, anziche un luogo dove fare grandi affari, lanciare i nuovi prodotti ecc. Parlandodi fiere orientate al pubblico,forse è piu importante far esatare il brand che il proprio prodotto. Sono d’acordo però sulla costanza. Se decido di esserci, devo esserci tutti gli anni.