Detto tra noi
Un lettore mi chiede da dove cominciare per “svecchiare” la Fiera del Levante.
La risposta, o meglio la ricetta, non la conosco. Posso solamente esprimere un’opinione personale, da spettatore addetto ai lavori (mi è capitato di portare qualche azienda alla Campionaria barese), ma pur sempre spettatore.
La Fiera del Levante è rimasta l’unica campionaria italiana alla quale partecipano in massa le aziende che hanno una partecipazione statale o hanno avuto una quota del loro capitale sotto il controllo da parte del Ministero delle Finanze (famoso è il padiglione IRI, dove fino a qualche tempo fa trovava casa lo stand dello Stretto di Messina).
Si tratta di una manifestazione che ha un carattere squisitamente politico, assolutamente anacronistica rispetto alle tendenze del comparto.
Non vedo, e non credo, possa esserci a breve/medio termine la volontà di rivedere l’assetto complessivo dell’organizzazione, anche perché il management della società che gestisce il quartiere espositivo è fortemente radicato ad una visione delle fiere il cui calendario ne è l’esplicitazione. Il post pubblicato rappresenta poi, la volontà di dare spazio ad una location fieristica della quale non avevo mai avuto modo di parlare nel blog, vista la mancanza di spunti di maggiore interesse.
da admin
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